Fondazione Ansaldo

Italian
Fondazione Ansaldo
 

Lingente patrimonio documentario che costituisce l’archivio della Fondi Rustici SpA è stato riordinato e inventariato da Fondazione Ansaldo su richiesta della Fondazione Gerolamo Gaslini di Genova che ne è la proprietaria. L’ archivio è composto da alcune migliaia di carte, relative al periodo tra il 1905 e il 1969, con una netta prevalenza di documentazione riguardante il periodo che va dagli anni  Trenta agli anni Sessanta (con piccoli nuclei documentari allegati risalenti al XVII secolo schedati dal dott. Stefano Patrone, archivista libero professionista).

L’archivio, originariamente conservato nella tenuta di Montelabate (Perugia)  è stato trasferito a Genova presso Villa Quartara e, successivamente, presso gli ex uffici Gaslini di Genova in Piazza Dante Le carte, in attesa di essere sottoposte ad un intervento di riordino e valorizzazione, erano poste – in disordine – in grandi casse di legno, in pessime condizioni igieniche e di conservazione.  Sono state quindi avviate le attività di inventariazione; in base allo studio del profilo istituzionale della Società Fondi Rustici ed all’osservazione del materiale archivistico, sono stati individuati nuclei documentari riguardanti molte aziende ad essa collegate.

Nel corso dei lavori è stato individuato un elenco di consistenza sommario, con la descrizione di una parte dei documenti prodotti fino ai primi anni Cinquanta, il quale, anche se parziale, ha permesso di rispettare  il precedente ordine, testimoniato dalla numerazione presente sulla documentazione. Sulla base di questo documento è stato possibile, inoltre, comprendere e ricostruire in modo soddisfacente l’organizzazione delle carte.  In assenza di altri strumenti di corredo è stato necessario procedere ad una dettagliata analisi della totalità delle carte al fine di ottenere un panorama quanto più esaustivo possibile della composizione, in vista della ricostituzione di serie omogenee.  Con un primo intervento si è proceduto con l’individuazione delle diverse tipologie documentarie per le quali fosse possibile ricostruire serie complete (libri dei Verbali Assemblee Azionisti e CdA, bilanci e scritture contabili) ed alla redazione di una schedatura sommaria delle stesse.  Contemporaneamente sono state separate le carte che si presumeva facessero parte di serie riconducibili alla capogruppo, nonché delle società controllate e partecipate.

A conclusione della schedatura  è stato possibile ricostruire l’archivio proprio della Fondi Rustici Spa, i nuclei documentari concernenti tredici società controllate, e i fondi archivistici riguardanti la S.A. L’Agricola Lombarda e la S. A. Bonifiche Pontine, entrambe con sede in Roma, che attraverso l’operazione di fusione per incorporazione, diventarono parte integrante della Fondi Rustici Spa. Il nucleo più consistente del patrimonio archivistico documenta l’attività della Fondi Rustici Spa dal 13 settembre 1905 – data della sua fondazione – fino al 29 novembre 1969, giorno della presentazione del bilancio di liquidazione. Sono presenti i documenti societari, azionari, contabili, amministrativi, nonché le serie riguardanti la gestione del personale, le pratiche patrimoniali ed i progetti.  Questa ricca documentazione si completa con le sezioni dedicate alle società controllate (S.A. per azioni Tenuta Agricola Bondenta S.A.T.A.B, Società Agricola Camigliano, Società Agricola S. Fabiano, S.A. Società Aziende Rurali S.A.R, S.A. Beni Rustici Bolognesi, Colonizzazioni Umbre S.A., Fondiaria Cà Lattis, Fondiaria Montebenichi, Società Immobiliare Sile SpA, Società Immobiliare Agricola S.I.A. SpA, Società Industrie Agrarie Anonima per la coltivazione l’Industria e la Esportazione dei prodotti di Terracina – S.I.A., S.A. Laziale Investimenti Agricoli, S.A. Industrie Conserve Alimentari S.A.I.C.A) e incorporate (S.A. L’Agricola Lombarda e S.A. Bonifiche Pontine).

Questa importante azione di recupero e salvaguardia è stata resa possibile grazie sia all’interessamento del Prof. Amedeo Amato, VicePresidente della Fondazione Gaslini, sia al sostegno del Direttore Generale della stessa dott. Luigi Lagomarsino.

fondi_rustici              Titolo_azionario_13
 

Nota Storica

Tratto da «Nove lustri di attività della “Fondi Rustici”», in «Assemblea Generale Ordinaria degli Azionisti. Esercizio 1950», Roma, 1951

Con atto pubblico 13 settembre 1905 veniva costituita la «Società Agricola Industriale Italiana» con il capitale di lire 10 milioni interamente versato e con precise finalità ed indirizzo di carattere economico e sociale fissati dall’art. 2 dello Statuto il quale stabiliva essere scopo della Società «acquistare beni rustici, terre incolte o mal coltivate, condurle razionalmente, trasformarle, rivenderle, affittarle o disporne con altra forma qualsiasi di contratto, favorendo dove è possibile la formazione della piccola proprietà …».

(…)

La Società, a brevissima distanza di tempo dalla sua costituzione, si era già resa acquirente di diverse proprietà fondiarie per una superficie complessiva di 17.048 ettari sulla quale aveva subito avviato l’attuazione di un vasto programma di bonifica idraulica ed agraria, ma in realtà la sua costituzione si ricollegava ad una iniziativa di più ampio respiro suggerita dalla fervida mente di Bonaldo Stringher che intendeva realizzare lo smobilizzo dei fondi rustici pervenuti in proprietà dell’Istituto di emissione trasferendoli ad una Società agricola per la quale i fondi stessi non dovevano rappresentare un peso, come lo erano per la Banca, ma costituirne l’oggetto di normale attività.

Analoga iniziativa riguardava i fondi urbani trasferiti, come è noto, all’Istituto beni Stabili.

Le trattative fra la Banca d’Italia e la Società erano state ritardate a ragion veduta per attendere l’esito dei diversi progetti di legge che si trovavano dinanzi al Parlamento e specialmente di quello recante norme per favorire le Società che sorgessero con lo scopo di migliorare fondi rustici e dell’altro per il Mezzogiorno e le Isole.

Il primo di tali progetti essendo, con alcune variazioni, entrato a far parte del secondo, costituendone il titolo IV, ed essendo, quest’ultimo, divenuto legge il 15 luglio 1906, le trattative anzidette venivano rapidamente condotte a termine prima della fine dello stesso anno 1906 e concretate in un compromesso con il quale la Società assumeva, nei confronti della Banca d’Italia, l’impegno di fare il possibile perché la legge per il Mezzogiorno trovasse applicazione su di una grandissima parte dei beni che formavano l’oggetto dell’acquisto.

Per realizzare così importante operazione finanziaria, l’Assemblea Generale degli Azionisti deliberava l’aumento del capitale sociale da 10 a 25 milioni ed apportava talune modifiche allo Statuto per uniformarlo ai criteri, ed anche alla parola, della legge sul Mezzogiorno e renderne possibile la presentazione al Governo per la sanzione.

Questa sanzione veniva concessa con R. D. 14 settembre 1908 che approva lo Statuto dell’Istituto Fondi Rustici, nuova denominazione assunta dalla Società Agricola Industriale Italiana della quale, tuttavia, viene ancora oggi mantenuta traccia nella denominazione della Società.

I fondi rustici acquistati dalla Banca d’Italia rappresentavano una superficie complessiva di ventunmila ettari ripartiti in 23 provincie e qquindi l’Istituto Fondi Rustici ha iniziata la sua attività con un patrimonio di 30.833 ettari che ha consentito all’Istituto stesso di intervenire subito variamente e coraggiosamente, in tutte le regioni d’Italia.

(…)

All’Assemblea del 21 febbraio 1918 convocata per approvare il bilancio che concludeva il primo decennio di vita, l’attività della Società veniva riassunta nelle seguenti cifre: effettuate 932 vendite, delle quali 704 per superfici inferiori a 5 ettari; 84 per superfici da 5 a 10 ettari; 118 per superfici da 10 a 100 ettari e 26 per superfici eccedenti i 100 ettari; create 678 piccole enfiteusi, per un ammontare complessivo di lire 41.687 annue, a soluzione di antichi e gravosi conflitti giudiziari in provincia di Lecce; sistemati 480 canoni enfiteutici, per un importo di lire 6.398 annue, sugli ex feudi del Principe Sciarra in provincia di Roma.

(…)

Un così imponente piano di finanziamento, che per circa un terzo del decennio si era svolto nell’eccezionale ambiente economico e sociale creato dala prima guerra mondiale, ha potuto realizzarsi soltanto con la concessione di larghe dilazioni ai pagamenti e queste, aggiungendosi ai pesanti investimenti imposti dalla legislazione di guerra con l’obbligo di intensificare lo colture, hanno determinato forti immobilizzi rendendo indispensabile l’approntamento di nuove disponibilità liquide per l’esplicazione dei compiti statutari.

Queste disponibilità venivano concesse dall’Assemblea degli azionisti, prima, nella già ricordata seduta del 21 febbraio 1918, nella quale si deliberava l’aumento del capitale sociale da 25 a 30 milioni e, poi, nella riunione del 26 ottobre dello stesso anno consentendo un ulteriore aumento del capitale da 30 a 60 milioni realizzabile gradualmente ed in realtà realizzato in due tempi: da 30 a 45 milioni nel 1918 e da 45 a 60 milioni nel 1924.

All’immissione di denaro fresco corrisponde un più intenso ritmo di attività così che, mentre si addiviene a nuovi acquisti di aziende suscettibili di trasformazione, si incrementano le vendite le quali, alla fine del 1924, raggiungono la superficie complessiva di ettari 34.794 ripartiti in 1.567 fondi con una superficie media di ettari 22 per fondo, rimanendo ancora in conduzione e trasformazione ettari 20.808 già in proprietà, mentre altri 18 mila ettari stavano per passare in gestione dell’Istituto di Fondi Rustici per effetto del rilievo, dalla Società finanziaria per l’industria ed il commercio, della totalità delle azioni della Società Bonifiche Pontine avente nel proprio patrimonio, oltre i 18 mila ettari anzidetti, anche uno stabilimento per la lavorazione delle conserve alimentari nel comune di Terracina ed il condominio di uno stabile in Roma.

L’acquisto, suggerito dal convincimento che il bonificamento dell’agro pontino rispondeva ad assoluta necessità per la fertilità della plaga e la sua vicinanza alla Capitale, trovava il consenso dell’assemblea degli azionisti la quale, nella seduta del 22 gennaio 1925 apprestava i mezzi finanziari all’uopo occorrenti deliberando un nuovo aumento di capitale sociale da 60 a 120 milioni con una differenza di 60 milioni che è stata coperta per lire 45.114.900 nello stesso anno 1925 e per lire 14.885.100 nell’anno 1926. Ma solo per poco tempo la Società Bonifiche Pontine si trova a far parte del gruppo di Società controllate dall’Istituto di Fondi Rustici perché nel 1929 i due organismi si fondono e la fusione avviene incorporando l’Istituto controllante nella Società controllata nel pensiero che con tale procedimento meglio si sarebbe conservata la fisionomia dell’Ente dato che la proprietà sociale nella zona pontina rappresentava ormai l’attività maggiore di gran lunga di ogni altra consistenza patrimoniale.

La nuova società creata con la fusione assume la denominazione «Bonifiche Pontine – Istituto di Fondi Rustici», ma l’Assemblea del 15 settembre 1930 nel prendere atto dei fatti delittuosi accertati in sede di revisione contabile delle scritture della Società Bonifiche Pontine, volendo, anche formalmente, riaffermare la continuità tra il lungo ed onorevole passato dell’Istituto Fondi Rustici ed il suo avvenire, ripristinava, con opportuna modifica dello statuto, l’antico nome onorato di «Istituto di Fondi Rustici» e la modifica veniva approvata con Regio Decreto 8 gennaio 1931 registrato dalla Corte dei Conti il 30 dello stesso mese.

L’Istituto di Fondi Rustici in sede di bilancio per il 1930 rilevava come la conduzione diretta non riuscisse a pagare, con i suoi redditi, le spese vive degli operai, le arature, le semine, i concimi, lasciando scoperte tutte le altre spese, comprese le imposte; come i canoni di affitto si accumulassero; come ogni attività di compravendita si fosse arrestata mentre rimanevano insolventi i debitori per acquisti fatti negli anni precedenti ed una crisi paurosa investiva i prodotti conservieri lavorati dallo stabilimento di Terracina. Conseguentemente, preoccupante assottigliamento delle disponibilità di cassa e necessità di ricorso sempre più largo al credito, caratterizzato da elevati tassi di interesse e di spese accessorie non fronteggiabili con alienazioni patrimoniali per il precipitare delle quotazioni dei terreni.

Conscia della gravità della situazione l’assemblea del 23 Aprile 1931 deliberava di limitare il capitale sociale a 24 milioni riducendo il valore nominale delle azioni da lire 200 a lire 40 ciascuna previo annullamento dei fondi di riserva ed accantonamenti e di aumentare il capitale da lire 24 milioni a lire 64 milioni mediante emissione di un milione di azioni del valore nominale di lire 40 per azione.

Questa seconda parte di deliberazione non ha però avuto attuazione perché la eco dell’assemblea non si era ancora spoenta quando una nuova circostanza sopravveniva a rendere precaria la situazione della Società: l’Opera Nazionale per i Combattenti, per seguire le direttive di carattere nazionale e sociale, assumeva direttamente la bonifica dell’Agro Pontino ma il prezzo offerto per l’esproprio era assolutamente rovinoso. Dopo lunghe trattative, alle quali è intervenuto anche il Governo, per i terreni che erano stati pagati 66 milioni, incrementati da parecchie decine di milioni per migliorie e da larghi contributi al Consorzio di bonifica, l’Opera Nazionale Combattenti corrispose il prezzo di lire 18.400.000 comprendente anche il valore delle scorte e degli attrezzi esistenti sui fondi, escluso il bestiame, mentre il Ministero per l’Agricoltura riconosceva l’Istituto meritevole del concorso speciale previsto dalla legge a favore degli agricoltori benemeriti a condizione che si fosse provveduto alla sistemazione della Società riportandone i valori patrimoniali alla effettiva consistenza.

L’assemblea straordinaria degli azionisti del 6 ottobre 1932 deliberava quindi di limitare il capitale sociale a lire sei milioni riducendo il valore nominale delle azioni a lire 10 ciascuna e di aumentare il capitale stesso da lire 6 milioni fino a lire 36 milioni mediante emissione, anche in più volte, di 3 milioni di azioni del valore nominale di lire 10 aautorizzando il Consiglio a raggruppare le azioni in azioni da lire 100 nominali, e cioè in ragione di 10 azioni da lire 10 per ogni nuova azione da lire cento.

L’aumento viene realizzato limitatamente a lire 34 milioni ma i saacrifici chiesti agli azionisti non sono vani perché i risultati della gestione 1933 già testimoniano come la fede nella rinascita dell’Istituto sia pienamente fondata.

Riprende l’attività bonificatrice con la costruzione di nuovi fabbricati colonici, di strade interpoderali, di acquedotti, di case per risaioli, e la messa in valore di appezzamenti non produttivi mediante lavori straordinari, di adattamento a coltura e piantagioni, e l’attività viene via via incrementandosi tanto da giustificare l’aumento del capitale sociale da lire 34 milioni a lire 85 milioni deliberato dall’Assemblea del 30 marzo 1937, nel pensiero che l’attrezzatura organizzativa che l’Istituto si è costituita e l’esperienza maturata in lunghi anni di gestioni agricole potevano dare affidamento che nelle dimensioni maggiori, quali sarebbero risultate dopo l’aumento di capitale, la Società si sarebbe trovata perfettamente equilibrata e capace di rendere sempre più utili servizi all’economia nazionale provvedendo all’avvaloramento di importanti tenute agricole ed al loro frazionamento in piccole proprietà condotte da diretti coltivatori.

Di questa condizione di equilibrio la nostra Società ha dato prova sicura con il superare senza scosse preoccupanti il  turbinoso periodo della seconda guerra mondiale che pure ha recato ingenti danni alle proprietà fondiarie e con il tenace serseguimento delle proprie finalità a malgrado delle gravi difficoltà di approvvigionamento dei materiali e della mano d’opera che hanno ostacolato la esecuzione delle opere di trasformazione fondiaria.

Tali opere venivano rapidamente innanzi nel dopoguerra attuando ovunque nuovi impianti in sostituzione di quelli degradati o danneggiati, ricostituendo il patrimonio zootecnico gravissimamente depauperato dalla guerra e intensificando il programma di trasformazione fondiaria dell’Azienda di Gromola nella quale sono state create 21 mezzadrie ed attuate opere per un complessivo importo di 50 milioni erogati nel quinquennio 1946 – 1950.

In parallelo la Società interveniva largamente nel campo sociale per facilitare la costituzione della piccola proprietà coltivatrice così che nello stesso quinquennio una superficie complessiva di 4.111 ettari veniva assegnata in piccoli lotti a coltivatori diretti e  precisamente: l’azienda di Genzano di Lucania, di ettari 595, era ripartita in 40 lotti; l’azienda di S. Marcello di Lucera, di ettari 98, ripartita in 9 lotti; l’azienda di Rocca d’Orcia, di ettari 895, trasferita per ettari 236 ad una Cooperativa di braccianti con pagamento ratizzato in quindici annualità ove lo Stato consenta il concorso nel pagamento degli interessi e ripartita, per la differenza, in 30 lotti assegnati a mezzadri od a coltivatori diretti; l’azienda di Iice della controllata Società  Beni Rustici Bolognesi, della superficie di ettari 2.768 trasferita, quanto ad  ettari 1.286 alla Cooperativa Agricola di Molinella alla quale è stato concesso dalla Società un finanziamento di lire 86 milioni già ammesso a contributo da parte dello Stato a termini della Legge sulla piccola proprietà contadina: dei residui 1.482 ettari sono già stati alienati ettari 1.237 ripartiti fra 86 nuovi proprietari e sono in corso di alienazione a piccoli coltivatori i residui 245 ettari.

(…)

 

 

Cronologia

 

Società Agricola Industriale Italiana S.A., Milano, poi, dal 17 set. 1906, Roma

(1905 set. 13 – 1907 feb 24)

Istituto di Fondi Rustici - Società Agricola Industriale Italiana S.A., Roma

(1907 feb 24 – 1929 dic. 18)

Bonifiche Pontine – Istituto di Fondi Rustici S.A, Roma

(1929 dic. 18 – 1930 set. 15)

 

Istituto di Fondi Rustici - Società Agricola Industriale Italiana S.A., Roma 

(1930 set. 15 – 1939 feb. 6)

Fondi Rustici - Società Agricola Industriale Italiana S.A., Roma 

(1939 feb. 6 – 1950)

 

Fondi Rustici - Società Agricola Industriale Italiana SpA., Roma 

(1950 – 1956)

 

Fondi Rustici - Società Agricola Industriale Italiana SpA. in Liquidazione, Roma 

(1956 – 1969)

1905 set. 13 (AA): è costituita a Milano la «Società Agricola Industriale Italiana S.A. « avente per oggetto l’acquisto di beni rustici, terre incolte o mal coltivate, di condurle razionalmente, trasformarle, rivenderle, affittarle o disporre con altra forma qualsiasi di contratto, favorendo dove possibile la formazione della piccola proprietà. La sede della società è a Milano. Il capitale sociale iniziale è di £. 10.000.000. Insediamento del CdA, con nomine e inizio degli acquisti da privati di tenute e aziende agricole. Il 17 sett. 1906 proposta di trasferimento della sede sociale della società a Roma (approvato). (1° assemblea del CdA il 19 set. 1905)

1907 feb. 24 (AA): cambiamento di denominazione sociale in «Istituto di Fondi Rustici - Società Agricola Industriale Italiana S.A.»(art. 1 dello statuto). La sede della società è a Roma.

Le proprietà fondiarie finora acquistate ammontano ad ettari 17.048,59.

Avvio di operazione con la Banca d’Italia per l’acquisto in blocco di tutti i beni rustici di sua proprietà, giungendo ad un patrimonio immobiliare di circa 25.000 ettari di terreno sito in 25 province della penisola.

1908 feb. 29 (AA): Le proprietà fondiarie finora acquistate ammontano ad ettari 40.000, suddivisi in 101 comuni ed in 30 province.

1909 feb. 27 (AA):

Le proprietà fondiarie: Roma, Aquila, Arezzo, Avellino, Bari, Benevento, Cagliari, Campobasso, Caserta, Catania, Catanzaro, Cosenza, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì, Grosseto, Lecce, Messina, Modena, Napoli, Palermo, P. Maurizio, Potenza, Salerno, Sassari

1925 gen. 22 (AA):

acquisto delle azioni della Società agricola Lombarda; acquisto della totalità delle azioni della Società Bonifiche Pontine,  «cedute dalla Società Finanziaria per l’Industria ed il Commercio. La Società Bonifiche Pontine ha in proprietà oltre 18.000 ettari nell’Agro Pontino ed ha inoltre uno stabilimento importante per le conserve alimentari (…)»

1929 (18 dicembre): nel corso dell’assemblea straordinaria degli azionisti del 18 dicembre 1929 è approvata la proposta di fusione con le «Bonifiche Pontine Società Anonima «, con sede in Roma mediante incorporazione dell’Istituto Fondi Rustici in detta Società. La denominazione è «Bonifiche Pontine – Istituto di Fondi Rustici S.A.» La Bonifiche Pontine godeva dei benefici della legge 15 luglio 1906 e quindi era preferibile l’assorbimento dell’istituto in questa.

1930 (15 settembre): cambiamento di denominazione sociale in  «Istituto di Fondi Rustici - Società Agricola Industriale Italiana S.A.» (art. 1 dello statuto sociale). La sede della società è a Roma

1935 (29 marzo): è approvata all’unanimità la proposta di fusione per incorporazione della S. A. L’Agricola Lombarda nell’Istituto di Fondi Rustici

1939 (6 febbraio): nel corso dell’assemblea generale straordinaria degli azionisti è approvata la proposta di cambiamento della denominazione sociale in «Fondi Rustici - Società Agricola Industriale Italiana S.A.», con conseguente modifica statutaria.

15 marzo 1955. su proposta del CdA di deliberare lo scioglimento anticipato della Società, la «Fondi Rustici - Società Agricola Industriale Italiana SpA» è messa in liquidazione e sono nominati i Liquidatori.

Nel 1956. la denominazione è «Fondi Rustici - Società Agricola Industriale Italiana SpA in Liquidazione»

Nel 1969, nel corso della riunione del collegio dei Liquidatori del del 29 novembre, è presentato il bilancio finale di liquidazione.

    

 


Archivi e Raccolte


   palazzo_ducale_genova_logo_tif_big.jpg genovastabile.jpg  carlofelice_logo.gif   GI_Logo_horizontal_green_sRGB-200px.jpg  sogea.jpg

Fondazione Ansaldo usa cookies per migliorare l'esperienza di navigazione dell'utente.
We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. Per conoscere i cookies usati da questo sito, vi invitiamo a leggere la privacy policy.

Accetto i cookies da questo sito.